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RR 2T 250/300


RR 2T 250/300 MY 2017

Dopo il grande successo di vendita e gli importanti traguardi sportivi raggiunti dai model year 2016, Beta lancia la nuova linea Enduro che segna un ulteriore step di qualità rispetto alle precedenti versioni.
Le ultime stagioni si sono infatti rivelate estremamente positive per le RR: basti pensare alle prime affermazioni assolute nel Mondiale Enduro per Beta – GP Portogallo e Svezia 2016 con Steve Holcombe – oltre alle numerose vittorie e podi di classe sempre di Steve Holcombe, ma anche di Johnny Aubert ed Alex Salvini.
Anche in campo nazionale, grazie ad Alex Salvini, sono state molteplici le affermazioni, sia assolute che di categoria.

Proseguendo l’evoluzione di una moto così competitiva e vincente, l’azienda ha incrementato quelli che sono i pregi e le caratteristiche distintive delle RR: facilità di guida, feeling immediato e sincero, design e qualità.
I modelli 2017, declinati con motorizzazioni 250/300 cc. per il 2T e 350/390/430/480 cc. per il 4T, sono una diretta evoluzione della versione 2016, di cui mantengono gli elementi di maggior successo.

Tanti sono stati gli affinamenti portati su tutti i modelli della gamma, alcuni direttamente derivati dall’esperienza agonistica di più alto livello. Sul telaio, dall’ormai collaudata struttura in acciaio al cromo-molibdeno con doppia culla sdoppiata sopra la luce di scarico, vengono infatti inserite le seguenti novità:

  • Forcella Sachs: aumentata la corsa di 5mm, per un miglior assorbimento degli urti, ed adottato olio Liqui Moly, con migliori caratteristiche di stabilità alla temperatura ed ottime doti di scorrimento
  • Ammortizzatore Sachs: nuovo sistema di regolazione delle alte/basse velocità, ora più precise e svincolate le une dalle altre. E’ possibile quindi una migliore personalizzazione del setting per ogni gusto e stile di guida
  • Piastre di sterzo: nuovo disegno che garantisce una maggiore leggerezza e rigidità
  • Cerchi ruote silver con raggi neri: di fornitura Excel, da sempre leader del settore
  • Strumento digitale: nuovo design, oltre alle già presenti funzioni di contaore, contachilometri (parziale e totale), velocità istantanea, media e massima, si aggiunge la funzione di carica della batteria
  • Nuovo tappo benzina con valvola integrata
  • Nuova veste grafica

Anche sui propulsori è stato portato avanti un fino lavoro di sviluppo che, grazie anche al contributo dei piloti ufficiali – Steve Holcombe e Johnny Aubert per il 2T ed Alex Salvini per il 4T – hanno permesso di introdurre importanti novità.

Per il 250 e 300 2T, come già avveniva nella precedente versione, il miscelatore automatico è adottato su tutte le cilindrate: oltre a garantire un perfetto mix di benzina-olio in qualsiasi condizione di utilizzo e regime di rotazione, viene eliminato il fastidio di dover preparare la miscela ed avere sempre con sé una scorta di olio in caso di rifornimento.
Entrambi i propulsori sono stati assoggettati alla Normativa Europea Euro4 – per le unità prodotte nella seconda metà dell’anno – ed alla predisposizione della centralina per una connessione via CAN, che permette di dialogare con gli strumenti di diagnosi generici.

Diversa è la questione per i 350, 390, 430 e 480 4T su cui è stata confermata l’iniezione elettronica che, grazie alla sua grande affidabilità, facilità di gestione e straordinaria erogazione progressiva, ha generato numerosi feedback positivi ricevuti dagli utenti finali. Il sistema è il collaudato Synerject, con un corpo farfallato da 42 mm di diametro.
Su tutte le cilindrate – già conformi alla Normativa Europea Euro4 – vengono introdotti: dei nuovi assi a camme – i modificati profili di alzata cambiano radicalmente il cuore dei motori 4T, rendendoli ancora più facili da guidare ma mantenendo delle prestazioni di assoluto riferimento – e delle rinnovate molle valvola – che, abbinate agli assi a camme, consentono di migliorare sensibilmente il rotolamento dei motori al minimo e di ridurre l’effetto del freno motore.
Anche in questo caso, la centralina è predisposta per una connessione via CAN, che permette di dialogare con gli strumenti di diagnosi generici.