Gamma Enduro

Destinazione Dakar: l’impresa di Mirco e Tommaso Bettini all’Africa Eco Race in sella alle Beta 480 RR.

Padre e figlio, insieme sulle tracce della leggenda. Oltre 6.000 km di deserto, difficoltà e trionfi fino alle sponde del Lago Rosa, dimostrando la tenacia dell’uomo e l’incredibile affidabilità delle moto made in Rignano sull’Arno.


Ci sono avventure che vanno oltre la semplice competizione sportiva. Sfide in cui il cronometro passa in secondo piano rispetto alla resilienza, alla condivisione e alla pura passione per i motori.

È questo il caso dell’epica impresa portata a termine da Mirco e Tommaso Bettini – padre e figlio, rispettivamente di 62 e 21 anni, che hanno appena concluso con successo l’Africa Eco Race 2026 in sella a due Beta 480 RR. Partiti lo scorso 25 gennaio da Tangeri, in Marocco, i due piloti del Rally Team Azzurrorosa hanno attraversato il deserto del Sahara sfidando le temperature estreme della Mauritania e del Senegal, fino a raggiungere il leggendario traguardo di Dakar.

Le grandi protagoniste: Beta 480 RR.

Per affrontare un rally raid duro e selettivo come l’Africa Eco Race, dove l’imperativo è “arrivare in fondo”, la scelta del mezzo è fondamentale.

Le due Beta 480 RR 4T monocilindriche, fornite dalla concessionaria Ugolini di Rimini con il supporto diretto di Beta, non hanno subìto stravolgimenti radicali. L’obiettivo del team era chiaro: preservare la bontà progettuale e l’affidabilità della moto di serie, equipaggiandola solo con gli accessori strettamente necessari per la navigazione e la sicurezza nei deserti africani (con il supporto di partner tecnici come Tiziano Monti, GpMucci, ProtoType Team, Bartubeless, WLPcom e Xracing). Una scelta ripagata sul campo, che ha dimostrato come la qualità costruttiva italiana sia pronta ad affrontare senza timori le competizioni più estreme del pianeta.

La gara: oltre i propri limiti.

Delle 105 moto schierate al via, solo 70 sono riuscite a vedere le sponde del Lago Rosa. Un dato che rende bene l’idea della durezza di questa edizione.

Per Tommaso si trattava del debutto assoluto in un rally africano, ma al fianco del padre Mirco ha saputo gestire ogni situazione.

Non sono mancati i momenti critici. Dalla quinta tappa in poi, a causa di due violente cadute sulle pietraie, Mirco ha riportato la frattura di tre costole. Ma il ritiro non è mai stato un’opzione. Supportandosi a vicenda, padre e figlio si sono presentati al via di ogni singola speciale. Epica la settima tappa: partiti in ritardo, i Bettini hanno guidato per oltre due ore nella totale oscurità del deserto, riuscendo a tagliare il traguardo alle 21:30, mentre ben 25 piloti venivano recuperati nella notte dal “camion balais”.

Un traguardo che vale doppio: i risultati e la solidarietà.

La fatica è stata ampiamente ricompensata. Mirco e Tommaso hanno chiuso la classifica generale assoluta rispettivamente al 51° e 50° posto, sfiorando il podio nella combattuta categoria “Over 450”, dove hanno conquistato la 5° e la 4° posizione. La ciliegina sulla torta? Nella speciale finale sulle magiche sabbie del Lago Rosa, padre e figlio hanno dominato, piazzandosi 1° e 2° di categoria!

Ma l’arrivo a Dakar ha significato anche il compimento di una missione più profonda. Il progetto era infatti legato a una raccolta fondi per sostenere le scuole locali, unendo l’impegno sportivo a un gesto di concreta solidarietà per le popolazioni del luogo, incontrate proprio alla fine del viaggio.

Ci sono vittorie fatte di trofei alzati sul podio, e vittorie fatte di polvere, fatica e un lungo abbraccio tra padre e figlio sulle sponde del Lago Rosa. Quella di Mirco e Tommaso è senza dubbio una delle avventure più belle che potessimo sperare di raccontare.

Grazie ai Bettini e a tutto il Team Azzurrorosa per aver portato il cuore (e i motori) di Beta in questa incredibile sfida. Bentornati a casa, ragazzi!

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